venerdì 13 novembre 2009

L'arte profumiera

E' da attribuire all'Italia il primo testo occidentale sui profumi, scritto nel 1555 a cura di Gian Ventura Roseto.
Dal punto di vista storico questo volume rappresenta il primo segno di distacco della profumeria dalla cosmesi, nonostante vi si trovino ancora numerose formule di prodotti di bellezza.
Alcuni studiosi affermano che nessun altro popolo superò gli italiani in questi campi: l'Italia del Rinascimento, infatti, è stata l'iniziatrice e l'ispiratrice in tutta Europa dei ricettari di cosmetici e profumi.
L'immenso patrimonio di conoscenze dell'Italia fu portato oltralpe da Caterina de' Medici quando, divenuta regina di Francia, condusse con sè i migliori profumieri, che si imposero sui colleghi francesi, superandoli in bravura.
Il migliore fu Renato il Fiorentino, il cui negozio parigino divenne celebre come centro di eleganza e mondanità.
Dopo Caterina de' Medici, anche Maria de' Medici si trasferì in Francia, sposando Enrico IV nel 1600; l'arte italiana della profumeria e della cosmesi, di conseguenza si affermò ancor più in territorio transalpino tanto che Parigi divenne il centri gravitazionale del gusto e del costume.
Nonostante la paternità dell'acqua di Colonia sia da attribuire a un italiano (Paolo Feminis, nel 1700) e si dovrà ad altri connazionali l'estrazione delle prime essenze agrumarie su scala industriale, il polo cosmetico mondiale rimase, ed è ancora oggi, quello francese.

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