lunedì 28 dicembre 2009

DEFINIZIONE DI COSMETICO: DA IERI AD OGGI


Il termine cosmetico deriva dal gredo cosméo, che significa "adornare".
Nell'antichità le popolazioni utilizzavano derivati vegetali o animali per adornare il corpo, allo scopo di esaltarne una determinata parte rispetto alle altre o di conferirle un significato particolare, come accadeva ad esempio nelle guerre tribali o nei riti religiosi.
Nel corso della storia il concetto si è ampliato oltre la decorazione estetica



Più di un secolo fa, il dott. Paolo Mantegazza fornì una curiosa definizione di cosmetico nel suo trattato Almanacco igienico popolare del 1897 e sottotitolato Il Vangelo della Salute:
"Cosmetico: chiamasi ogni sostanza che serve ad abbellire od a coltivare in un modo qualunque la pelle, i capelli e i peli. I cosmetici possono dividersi in odoranti, coloranti, untuosi, saponosi, depilatorii, polverosi e agglutinanti. In Italia suol darsi più specialmente il nome di cosmetici ad alcuni bastoni fatti di cera ed altre sostanze grasse, diversamente tinte o profumate e che servono ora a fissare i capelli, ora ad appuntare i baffi ed ora a nascondere la canizie. sono empiastri ipocriti o sudicerie che devono adoperarsi il meno possibile."
Oggi, la definizione "moderna" di cosmetico ci dice che la categoria dei prodotti cosmetici comprende tutte le preparazioni, diverse dai medicinali, che non possiedono proprietà terapeutiche ma servono per la pulizia, il trucco, la profumazione, la deodorazione, la protezione e il mantenimento del buono stato delle superfici esterne del corpo.
Da ciò emergono due concetti:
- I cosmetici non comprendono solo prodotti per il trucco o gli antirughe, ma anche i detergenti e i saponi, le creme da barba, gli shampoo, i profumi, i dentifirici, i talchi. Le persone convinte di non avere necessità di cosmetici possono constatare di utilizzarne in abbondanza!
- I cosmetici possono essere utili complementi alle cure farmacologiche di alcune patologie (ad esempio l'acne).

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